GOCCIA NELL'OCEANO

QUELLO CHE FACCIAMO E' UNA GOCCIA NELL'OCEANO, MA SE NON LO FACESSIMO L'OCEANO AVREBBE UNA GOCCIA IN MENO.

(Maria Teresa di Calcutta)

 

CHI AMA DONA

CHI AMA DONA, CHI DONA RICEVE

LIETO CHI DONA

E' LIETO SOLTANTO CHI PUO' DONARE

(J.W.GOETHE)

CHI AMA DONA, CHI DONA RICEVE

E' NEL DONARE SE STESSI CHE SI RICEVE

(S. FRANCESCO D'ASSISI)

Eventi

Assemblea medica

Diabete1

Perché “diabete e famiglia”?

Perché tutte le famiglie sono ormai toccate da questa malattia e perché la prevenzione deve iniziare a casa. Fin da bambini e addirittura prima del concepimento. E’ necessario parlare di prevenzione anche alle nuove generazioni e per farlo occorre coinvolgere l’intera famiglia.

Sono 4 milioni gli italiani con diabete, più un altro milione che non sa di esserlo. E quelli con prediabete (una condizione che può portare al diabete nell’arco di 5 anni) sono altri 6 milioni. In pratica un italiano su 6 si trova a fare i conti con il diabete e con lui la sua famiglia. Un dato sul quale riflettere nella conferenza medica dedicata a ‘diabete e famiglia’ in programma il 12 novembre.

Contro le cifre spaventose delle proiezioni per gli anni a venire, l’unico baluardo al quale affidarsi è quello della prevenzione. Si parla tanto di diabete urbano, di strategie da implementare a scuola o sul posto di lavoro, di sugar tax. Ma qualcosa nelle strategie di prevenzione messe in campo fino ad oggi non ha evidentemente funzionato. Bisogna cambiare le parole per parlare di prevenzione e forse anche i ‘luoghi’. 
A cominciare dalla famiglia, che può essere tanto culla di sane abitudini, quanto ‘matrigna’ di stili di vita scorretti. Per questo la famiglia, intesa come nucleo di persone che si amano e si prendono cura le une delle altre, può giocare un ruolo decisivo.

Il diabete è una patologia unica nel suo genere perché insorge a tutte le età, da quella neonatale a quella senile. Ed è anche una patologia cronica, che necessita di interventi su stili di vita e trattamenti farmacologici a lungo termine e di gestione condivisa delle eventuale complicanze. In questo scenario la famiglia ha un ruolo fondamentale nella prevenzione del diabete tipo 2 legato ai non corretti stili di vita, in quanto può aiutare con esempi virtuosi e compartecipati alla realizzazione di programmi dietetici e di attività motoria. Inoltre la famiglia assume un ruolo chiave nella difficile gestione del diabete tipo 1 in età pediatrica, dove la compartecipazione familiare ha una importanza sostanziale nella educazione del bambino volta al controllo ottimale della glicemia. La famiglia ha anche un ruolo basilare nella gestione del paziente anziano non autosufficiente che richiede non solo cure adeguate ma anche affetto familiare”.

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"IL SAMARITANO DI LAZISE" - Edizione 2019

SEGNALA ANCHE TU IL “BUON SAMARITANO” CHE CONOSCI !
 
Il Gruppo Comunale Aido Simone Gelmetti di Lazise organizza il premio “Il Samaritano di Lazise” (giunto alla VIII° edizione), che vuole riconoscere ai nostri concittadini (di Lazise capoluogo, Colà e Pacengo) il merito per le attività che li contraddistimguono per iniziative di solidarietà verso gli altri. 
Un’idea nata per portare alla luce tanti piccoli gesti di quotidiana generosità troppo spesso dimenticati o non conosciuti.
Ti invitiamo perciò a segnalare entro e non oltre il 31 marzo 2019 una o più persone che in passato o tuttora abbiano dimostrato di avere queste qualità. Il premio verrà assegnato in una serata pubblica; un modo per diffondere al meglio il messaggio di solidarietà e senso civico verso i meno fortunati.
 22logo samaritano
  PUOI INVIARE LE TUE SEGNALAZIONI TRAMITE
 
Email – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Posta – c/o Ferraro Sergio, via Valesana, 22 37017 Lazise (Vr)
 
PER MAGGIORI INFORMAZIONI
 
Tel – 347 5051639
 
 
 NEL DETTAGLIO …
 
Perché il Samaritano di Lazise?
L’obiettivo del premio è offrire ai giovani (e non solo) un nuovo punto di vista da cui guardare il mondo, diverso da quello ormai “standardizzato” dei mezzi di comunicazione di massa.
Alle immagini che raccontano di violenza, prevaricazione, bullismo, stupri, droga, omicidi, vogliamo contrapporne altre: solidarietà, vicinanza e senso civico verso il prossimo.
 
Proposta
 
Il Gruppo Comunale Aido “Simone Gelmetti” vuole presentare ai giovani di Lazise esempi di solidarietà sociale, altruistica, gratuita e volontaria, nella convinzione che queste realtà, di alto valore morale, possano essere un esempio concreto di un diverso modo di gestire la propria vita; non di chiusura in se stessi, ma di apertura e disponibilità verso il prossimo.
Queste realtà, spesso tenute nascoste, devono invece essere raccontate nella speranza che divengano validi esempi da seguire ed imitare; proprio perchè realtà vicine a noi, realtà della porta accanto.
 
Regolamento
 
1. Il premio riconosce comportamenti di solidarietà particolarmente significativi di un singolo cittadino svolta nell’ambito del territorio comunale a favore di persone in situazioni di disagio personale o sociale.
2. Il premio assegnato dal Gruppo AIDO ha carattere puramente simbolico. Alle persone premiate sarà consegnato un attestato che sottolinei il loro impegno per la diffusione o l’attuazione della cultura della solidarietà.
3. La segnalazione delle persone da premiare deve essere fatta per iscritto (riportante la motivazione) da un cittadino o da un’associazione al Gruppo Comunale Aido “Simone Gelmetti”, entro e non oltre il 31 marzo di ciascun anno.
4. Alla valutazione delle segnalazioni ed alla scelta della/le persona/e da premiare provvede una commissione composta da 5 componenti e nominata dal Consiglio Direttivo del Gruppo Aido “Simone Gelmetti.
5. La commissione esamina, in unica o più sedute, tutte le segnalazioni pervenute, attribuisce il premio unico o, a suo giudizio, ex aequo a due persone e comunica al Consiglio Direttivo il nominativo o i nominativi delle persone assegnatarie del premio.
6. Il giudizio della Commissione è insindacabile e definitivo.
7. Una persona può essere segnalata per un nuovo premio solo per aver svolto attività solidale diversa da quella per cui è già stata premiata.
8. Il premio viene assegnato, in prossimità delle feste natalizie, dal Consiglio Direttivo del Gruppo Comunale Aido “Simone Gelmetti” tramite il suo presidente.
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Assemblea medica

Perché “diabete e famiglia”?

Perché tutte le famiglie sono ormai toccate da questa malattia e perché la prevenzione deve iniziare a casa. Fin da bambini e addirittura prima del concepimento. E’ necessario parlare di prevenzione anche alle nuove generazioni e per farlo occorre coinvolgere l’intera famiglia.

Sono 4 milioni gli italiani con diabete, più un altro milione che non sa di esserlo. E quelli con prediabete (una condizione che può portare al diabete nell’arco di 5 anni) sono altri 6 milioni. In pratica un italiano su 6 si trova a fare i conti con il diabete e con lui la sua famiglia. Un dato sul quale riflettere nella conferenza medica dedicata a ‘diabete e famiglia’ in programma il 12 novembre.

Contro le cifre spaventose delle proiezioni per gli anni a venire, l’unico baluardo al quale affidarsi è quello della prevenzione. Si parla tanto di diabete urbano, di strategie da implementare a scuola o sul posto di lavoro, di sugar tax. Ma qualcosa nelle strategie di prevenzione messe in campo fino ad oggi non ha evidentemente funzionato. Bisogna cambiare le parole per parlare di prevenzione e forse anche i ‘luoghi’. 
A cominciare dalla famiglia, che può essere tanto culla di sane abitudini, quanto ‘matrigna’ di stili di vita scorretti. Per questo la famiglia, intesa come nucleo di persone che si amano e si prendono cura le une delle altre, può giocare un ruolo decisivo.

Il diabete è una patologia unica nel suo genere perché insorge a tutte le età, da quella neonatale a quella senile. Ed è anche una patologia cronica, che necessita di interventi su stili di vita e trattamenti farmacologici a lungo termine e di gestione condivisa delle eventuale complicanze. In questo scenario la famiglia ha un ruolo fondamentale nella prevenzione del diabete tipo 2 legato ai non corretti stili di vita, in quanto può aiutare con esempi virtuosi e compartecipati alla realizzazione di programmi dietetici e di attività motoria. Inoltre la famiglia assume un ruolo chiave nella difficile gestione del diabete tipo 1 in età pediatrica, dove la compartecipazione familiare ha una importanza sostanziale nella educazione del bambino volta al controllo ottimale della glicemia. La famiglia ha anche un ruolo basilare nella gestione del paziente anziano non autosufficiente che richiede non solo cure adeguate ma anche affetto familiare”.